Master Milan Prosenica 1953-2008

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Master Milan Prosenica 1953-2008

L’ultimo Maestro ed allenatore Milan Prosenica

 

Prosenica e Geppy Amato

Nel Marzo del 2008 è passato a miglior vita un nostro caro amico Milan Prosenica, uno dei presidenti del nostro training team (squadra di addestramento) della Slovenia. Egli si è lasciato dietro sua moglie Sonja, figli Mia e Rok, madre Majda e sorella Branka. Per noi, Milan non era soltanto un maestro o un esempio da seguire. Era anche piu di un amico. Egli era un membro della nostra famiglia. Per alcuni era come un fratello. Per altri, come uno zio e per altri ancora come un padre. L’approccio di insegnamento di Milan era di imparare mettendo in azione prima e poi discutere il perché. Era un uomo di azione. Credeva che l’Autodifesa fosse uno sport come gli altri- in altre parole egli era una persona esigente. Spiegava le cose chiaramente e ció lo rendeva un grande maestro. Non dava molto conto alle discussioni accademiche, a dibattiti politici o filosofici.

Prosenica e Geppy Amato

I suoi alunni sono l’esempio di come era in grado di renderli dei veri esperti. Egli si qualificó come maestro di scienze motorie negli anni ’70. La sua esperienza gli ha portato a conoscere molti trucchetti saggi per il combattimento, che ha trasmesso a noi alunni con molta generosità. Nel ring era un avversario formidabile. La combinazione delle sue tecniche e del suo corpo ben allenato, ha dato vita a delle mosse efficaci e tattiche. Durante l’allenamento si poteva sentire il vento provocato dai suo pugni.

 

 

Il suo stile era grazioso, efficace e bellissimo. Una delle qualità più importanti di Milan erano la sua umiltà e la sua confidenza. Ci vuole molta fiducia della propria persona per sentirsi cosi bene con se stessi come faceva Milan. Non voleva pubblicità. Non cercava interviste. Quando non era sul palco, Milan era una persona molto socievole. Una persona vera, non una celebrità. Essendo uno dei pochi professionisti di wing chun a mostrare le sue abilità sul ring aveva un record eccezionale, ma non ne avrebbe mai parlato. In palestra insegnava e faceva semplicemente training. A Milan importava dei suoi studenti. Se vedeva che non eri a tuo agio ti avrebbe rassicurato.

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Ti avrebbe detto di prenderti un po di tempo, mangiare, bere un caffè e parlare un po con lui della vita in generale. Se pensava stessi sottovalutando te stesso o quello che stavi facendo ti avrebbe subito sgridato. Parlava spesso anche della sua famiglia e voleva sapere anche della tua. Durante le pause di insegnamento potevi notare che si metteva in disparte per pensare e trovare modi migliori per far arrivare subito quello che stava cercando di spiegare. E non ti avrebbe lasciato andar via finchè non vedeva che avevi capito quello che stava dicendo. Questa era una cosa molto importante per lui. Il tuo allenamento era importantissimo per lui. Non credeva nel mito o cose del genere. La sua filosofia era che se non eri grado di insegnare non eri portato e basta. Inoltre riusciva s leggere tra le righe. E mentre passavano mesi e perfino anni, ti accorgevi di quanto prezioso è spendere del tempo con Milan e ricevere suoi consigli.

Eravamo molto fortunati a poter parlare con lui in questo modo. Certo, ci sono anche i piccoli semplici ricordi, come tutte le volte che ci ha messo i punti. Dopo gli allenamenti biennali ti faceva portare il kit bag a casa. Amava mangiare il “pesce con patatine” ogni volta che veniva a trovarci. Ci piaceva pensare che Milan fosse nostro, ma non lo era. Dava soltato l’impressione di essere nostro. Ovviamente aveva anche altri colleghi e studenti devoti da tutte le parti del mondo ma, soprattutto, aveva una bellissima famiglia. Non dobbiamo essere egoisti e sottovalutare la loro perdita che è sicuramente impossibile da accettare e superare. Nick Smart, un collega di Milan e caro amico sicuramente anche lui non sarà in grado di riempire questo vuoto. L’unico modo per farlo secondo noi devoti studenti, è celebrare la vita di Milan.

 

Applicheremo la sua saggezza e seguiremo il suo esempio: mai dimenticare lei buone maniere, essere umili, essere se stessi, impegnarsi a raggiungere un obiettivo, ricordare sempre cosi è importante per noi e per gli altri, godere la vita (anche se la vita è piena di gente di m***a, bisogna aspettarselo). Adesso quando ci alleniamo e ci guardiamo allo specchio, dovremmo vedere nel nostro riflesso delle tracce dello stile di Milan: la posizione atletica, rotazione dell’aggancio, i passi svelti, i movimenti impossibili. Per fare ció Peró dobbiamo mantenere le lacrime. Solo in questo modo continuerà a vivere con noi.